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O ben nati, felici cari fiori,
colti pur or del bell'avorio schietto,
quanto v'invidio il delicato petto,
u' sete posti e alzati a tanti onori.
Veggiovi intorno i pargoletti amori
scherzare, e 'l mio signor l'alto conspetto
godersi nel bel sen, con più diletto,
tratto dai cari vostri, ameni odori.
E le soavi aurette d'ogni intorno
volarvi liete, e riportarne al cielo
il vostro odore insino al sommo Giove:
tal ch'ei pien d'amoroso e divin zelo
vi privilegia sì, che notte e giorno
ambrosia sopra voi e nettar piove.