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Divina anima bella, che 'l mortale
secol nostro disprezzi e abbandoni
ciò che tra noi più s'ama, eterni doni
prometti a ognun ch'a le tue insegne sale,
accesa hai l'anima mia di fuoco tale,
e con sì bel desir la sferzi e sproni
a te venir, che come acuti sproni
avesse al fianco, a te spesso apre l'ale.
Ma veggendo il camin per lei troppo erto
si riman lassa da la bella impresa,
che la paura del cader l'affrena
e prega te, ch'a ciò l'hai così accesa,
che di venir le presti polso e lena
al camin che dal ciel le mostri aperto.