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Non fur tante bellezze insieme unquanco
né tanti don dal ciel in uno accolti,
quanti con gli occhi a contemplarvi volti
vidi tra 'l nero de' vostri occhi e 'l bianco.
Né maraviglia fu s'io restai stanco
nel mirar tanti beni a ogn'altro occolti
il dì ch'al cor mi furo i lacci avolti
e impiagato tutto il lato manco:
perché mentre in voi stava intento e fiso,
(né come fosse ciò seppi dipoi)
sentei ch'io fui di me stesso diviso
e che levata dal gioir tant'alto
fu l'alma mia, che trasformossi in voi,
e me lasciò quasi insensato smalto.