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S'oltre ch'io veggio, Amor, la face ardente
prender dagli occhi vostri e 'l suo fucile,
e con un fuoco liquido e sottile
infiammar, nonché me, l'anime spente,
io vedo ancor da voi muover sovente
non so che di divino e di gentile,
ch'ogni occhio abbaglia, e fammi parer vile
ciò che più pregia qui l'umana gente.
Maraviglia non è s'ai vivi sguardi
degli occhi vostri, onde mi spolpo e snervo,
non sono intenti i miei languidi e infermi.
Perché indi sol non temo e faci e dardi,
o d'esser roso d'amorosi vermi,
ma qual nuovo Atteon divenir cervo.