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Sì tosto come aviene, o mio bel sole,
che folgorando in me la luce inchine
il vostro sguardo, e doppi le divine
fiamme al cor ond'egli arde e non si duole,
l'alma, ch'altro che voi fruir non vuole,
vaga di luce tal, fuor dal confine
de le sue membra, a voi che sete fine
de' suoi desir par che felice vole.
Anzi pur vola, e a canto a l'alma vostra,
scorta dal vivo raggio che la invia,
s'asside altera e vi s'imperla e inostra.
Indi dapoi ne vien per altra via
la vostra a mio sostegno, e chiar mi mostra
ch'io son la vostra vita e voi la mia.