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La folta e nera nebbia e l'atre nubi
l'aere han sì oscurato, che la terra
trema, temendo de l'irato cielo,
e perché il vero sol ci asconde il lume,
l'arcier celeste ha preso in mano l'arco.
e saetta qua giù tempesta e ghiaccio.
Vive tra noi qua giù la neve il ghiaccio
poiché cuopron il ciel così empie nubi,
onde presi gli strali e preso l'arco,
Diana fugge ai fonti da la terra,
e perché resti ognun privo di lume,
in grembo a Teti il sol fugge dal cielo.
Quanti mortali son qui sotto il cielo
c'hanno de la paura il cor di ghiaccio,
mancandoli i be' raggi di quel lume,
che toglieva da noi tutte le nubi,
e fra ch'ognun per la sua luce in terra
sprezzava de la morte il crudel arco.
Iri più non si vede il celeste arco
di diversi colori ornare il cielo,
né può pianeta alcun tor da la terra
pioggia, brina, tempesta, neve e ghiaccio,
poiché le dense e importune nubi
tolt'hanno a li mortal il chiaro lume.
O lucido splendore, o vivo lume,
quando fia mai che sotto il solito arco
lampeggi lieto e dissipi le nubi
e serenando d'ogni intorno il cielo
lievi a noi le pruine e lievi il ghiaccio,
sì che 'l suo primo onor vesta la terra.
Ch'ora ch'i raggi tuoi non sono in terra.
non è mortal alcun che veggia lume,
e signoreggia noi la neve e 'l ghiaccio,
né curiam più d'Amor la face o l'arco,
né più n'accende la sua fiamma al cielo,
che non possiam prestar le fredde nubi.
Le nubi non torran luce a la terra,
se 'n ciel lampeggierà quel vivo lume,
per cui con l'arco Amor scalderà il ghiaccio.