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Mi risuonano ancora ne la mente,
caro Ferrin, quell'ultime parole
che fuor mandasti il dì ch'oscurò il sole
(veduta la tua morte) il lume ardente:
tale candido cigno, qualor sente
l'ultimo del suo vivere, si duole,
che manda voci al cielo altiere e sole,
piangendo il fato suo soavemente.
Credo che fur presaghi i sensi tuoi
ch'andar devevi a la felice vita,
di questa rea, che tanto al vulgo piace,
e prevedendo la tua vera pace
nel medesimo dì de la partita,
festi del tuo gioir fede tra noi.