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Alto Signor, ch'a provar caldo e gelo
umil scendesti nel virgineo chiostro,
ove per emendare il fallir nostro
vestisti il frale uman caduco velo,
e dopo pien d'ismisurato zelo
morte soffristi, ond'il camin n'hai mostro
di venir teco (ove non gemme od ostro,
ma il sommo eterno ben si gode) al cielo.
Poiché ti piacque col tuo duro scempio
liberar l'uman stuol da lo ostil angue,
ch'avea contra di noi le fauci aperte,
piacciati anco, Signor, dal sentier empio
volgermi a te, Signor, per vie sì certe,
che non sia sparso invan per me il tuo sangue.