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By Giovanni Dondi Dall'Orologio

Ben che grave me sia che ti, che mio

Esser solevi et sei di caldo amore,

Novelamente mi canggi colore,

Et volti il manto a l'aversso desio,

Di certo sapi, et chiascun sapia ch'io

Intra 'l cor mio di ziel ti servo anchore

Tanta radice, che fructo del fiore

Opimo avrai, col piacer di Dio.

Ma dico ben che la mente me àn mossa

In odio e ira quolor che per dilecto

Ognor si sforzan di darmi percossa

Cum fronte chiara et tenebroso petto:

Hor Dio mi presti grazia anchor ch'io possa,

Anzi ch'io mora, most<r>arlo in efecto.

Ricolier pôi a chui il sonetto mando,

Ogni capo di verso combinando.