34

By Giovambattista Marino

O che col rauco suon s'odano i grilli

salutar la stagion fosca notturna,

o che i galli la face aurea diurna

richiamin poi con gl'importuni strilli,

da che sparge i suoi sonni almi e tranquilli

la notte, infin che la sua gelid'urna

versa l'Aurora lucida et eburna,

altro giamai che te non chiamo, o Filli.

Filli te chiamo, e te chiamando agogna,

quando chiudo la mandra e quando l'apro,

il bruno toro e 'l candido giovenco.

Veduto ha spesso il mio fidato elenco

al pianger mio, perché 'l credean sampogna,

trar balli e far tenor l'agnella e 'l capro.