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Volo con le ali del pensiero a quella,
da cui son sì lontan, che spesse volte
par ch'io la veggia, e lagrimando ascolte
l'angelica sua dolce alma favella;
e gir la veggia leggiadretta e snella
su l'erbe verdi, ruggiadose e folte,
e con le chiome d'oro a l'aura sciolte
rivolga gli occhi in me pietosa e bella:
or che meco si dolga, e che sospiri
mostrando aver pietà del mio dolore,
e d'usarmi mercè si mostri vaga:
e mentre i' vivo in questo dolce errore,
pace ritrovo a miei lunghi martiri;
che del folle pensier l'alma s'appaga.