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Qui dove i lumi bei solean far giorno
a le tue notti e mie, qui dove 'l riso
n'aperse il chiuso ben del paradiso,
veggio ombre oscure, ovunque miro intorno;
ma pur ne l'aria del bel viso adorno,
c'ha me dal mondo e te dal cor diviso,
soavemente col pensier m'affiso,
e con lui più che mai lieto soggiorno.
Tu no, cui fiamma men pudica il core
arde e consuma, né piacer può quella
bellezza che lontan vede occhio interno;
e credi ghiaccio il mio non vero ardore,
cui più che 'l velo suo l'alma par bella,
e gioiscon gli spirti nel suo eterno.