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Bello, vermiglio, aventuroso fiore,
che sei dal tuo pedal posto nel seno
di chi soleva fare il ciel sereno
e dar grazia a le grazie e forza a Amore,
poic'hai tal privilegio e tale onore,
e sei così de' don celesti pieno,
prego che non ti venga giamai meno
la natia grazia e 'l tuo natio vigore.
Anzi, se ben le morte membra in terra
si muteran, tu in testimon di quello
infinito dolor che 'l mio cor serra,
eterno te ne resti in questo avello,
sì ch'a l'uscir del corpo di sotterra
ti mostri più che mai vivace e bello.