III
Pietà per dio del mie grieve dolore,
offeso a tanto stremo e sanza amici,
povero, vecchio, infermo e peccatore,
ingiusto giudicato in negli uffici,
né udita, né 'ntesa è mie ragione,
ma trattato da lor come nimici,
di me avendo falsa oppenïone,
sotto presunzïon dannando il vero,
per non lo essaminar con discrezione.
Or veder puoi s'i' ho dolor severo,
vedermi sì crudelmente trattare
da chi è posto a far giudicio intero;
ed ogni mie ragion veggo mancare,
se gi... soccorso non vien da colui,
il qual santificò nel medicare,
perché le piaghe fattemi d'altrui
ingiustamente bisogna curare
e risanarle con gli unguenti sui.
Né altra via ci veggio al mie scampare
se non di quest'uom giusto i degni unguenti,
ch'ogn'incurabil mal fanno saldare.
Tutt'altre vie e tutt'altri argomenti
sarieno scarsi, anzi diverrien vani,
quantunque giusti e quantunque prudenti.
Supplico adunque le suo sante mani
porga, e vogli veder la trista cura,
ch'è suta fatta a me da questi strani;
e poi veduta con giusta misura,
mi faccia giudicare e con ispaccio,
com'è dotato in suo propria natura;
sì ch'una volta di tant'aspro laccio
mi deggi trar, ché, se nol fai, rimango
privato di speranza in tanto impaccio.
Ché sempre dentro al cor con l'almo piango,
né sotto 'l ciel più gnuna cosa spero;
vilipeso qual piombo terso o fango,
sol rimarrò tra la gobbola e 'l zero.