III

By Iacopo d'Albizzotto Guidi

Per seguir oltre la mia fantasia

e dirti come segue tal maniera

e racontarti quel ch'è 'n questa via,

si truova un luogo dov'è la stadera,

ove si pesa ogni mercatantìa

per molti pesator' d'ogni maniera,

ch'a tal faccenda stanno tuttavia

a pesar tutte cose giustamente

a cciaschedun di che stato si sia.

E vo' che sappi chi son queste gente

che vi son posti a far tal asercizio:

costor furon dabene imprimamente;

e per comune si dà tale ufizio

per grazia a chi suo vita ha ben menata,

accioché viva di tal benefizio.

Ma vo' che sappi sono una brigata

di pesatori tutti a tal guadagno,

ma lor guadagno non va per errata:

ciascun per sé e non per lo compagno

fa 'l suo mestier secondo che li tocca

la sorte, sicché niun non abia lagno

d'andare a navi, o a galie, o cocca,

che vien per mare con mercatantìa

ch'a inganar nessun non metta bocca.

E po' più oltre, seguendo la via,

la qual si chiama la Riva del Ferro,

son più botteghe della barberia:

molte botteghe v'è, se io non erro,

di chi vende olio, rame, piombi e stagno,

e chi saponi, acciali, stuore e ferro.

Purché si veda l'utile e 'l guadagno,

ciascun s'ingegna asercitar suo vita,

per non sentir da povertà el lagno.

E per tener la terra ben fornita

di più ligumi e biade da cavalli

molte botteghe v'è, ch'ognun s'aita.

Ma perché tu non creda ch'i' traballi

di racontarti quel ch'è 'n questa via

e nel mio dire tu creda ch'i' falli,

e' v'è l'ufizio della stimeria,

ove si paga el dazio d'ogni vino

che vien condotto di che luogo sia.

E vo' che creda che pure un soldino

non si può trabaldar di questo dazio

per alcun forestiero o ccittadino.

E nel mio dire i' piglierò spazio

a dirti quel che rende tal gabella;

forse ch'a dirlo tu ne sara' sazio.

Accioché sappi ben questa novella,

e' rende ogni anno alla Signoria

una gran borsa di ducati bella;

e se intro 'l mio dir no·v'è resia,

ottantamil ducati di buon peso

è questa entrata, per la fede mia.

Non vo' che 'n questo tu stia più sospeso,

ma io ti vo' sonar d'una campana,

ove a udirmi stara' più ateso.

Èvi una casa fatta per doana,

ov'entra ogni cosa vien da terra,

Friuli e Trevigian e di Toscana.

A farti nota mia mente non erra

che tutto quel che vien di Lombardia,

o da Ferrara o di ciascuna terra,

tutto convien che scaricato sia

in questa casa, e po' viene stimato

tutto el valor di tal mercatantìa.

Quivi si paga ogni dazio usato,

sì dell'entrata come de l'uscita,

e, oltre a questo, d'ogni altro mercato;

e questa casa è sì ben fornita

di tutti altr'uficial' quanto bisogna,

ch'a scuoter dazi ciaschedun s'aita.

Or<a> ti vo' sonar d'altra sampogna

e vôti nominar cosa più fina,

acciò tu creda mia mente non sogna:

un fondago real per la farina

ch'a Vinegia si vien d'ogni paese,

che sta aperto da sera e matina.

Più fondachieri v'è a ttale imprese

c'han più botteghe di farine piene,

che cciascun vende sanz'altre contese;

e vo' che sappi quel che si conviene

far di farine d'ogni mercatanti,

se non voglion cadere a certe pene.

Tutte si vendono a danar' contanti

per quella stima ch'è lor posta in mano

e di quel pregio non si sale avanti.

Di sopra a questi è ' signori del grano,

che si vende alle rive intro lle piatte

di cittadin', forestiere o villano.

Sopra di questo son le lege fatte

che ma' non può montar del primo pregio,

acciò al popol no·si venda a ragatte.

Or vo' tu entri inn un altro collegio

per nominarti el numer de' navili

che vendon vini sanz'altro dispregio;

a questo fare son più genti vili,

che sempre stanno su barche e burchioni

e chi in su gripperie, ch'èn più sottili.

El numer di questi è molte ragioni

ch'a racontarli saria faticoso,

perché mutano spesso condizioni.

Chi ha venduto non istà ozioso,

ma levasi da riva e viene un altro

e mettesi in quel luogo per riposo.

È questa riva da l'un capo a l'altro

dal fondaco che prima t'ho nomato,

insin passando el ponte del Rialto;

di qua dall'acqua e da l'altro lato,

ov'è la fondamenta de' remeri,

non tel so dir, ché no·lli ho noverato

la quantità de' navil' forestieri

che vendon vin' da Trevigi e di Marca

e d'altre ragion' a dir non fa mestieri.

Non creder che cciascun stia sempre carca,

ma, com'hanno venduto, dànno spazio

ad altre navi o burchioni o barca.

A dir la quantità non sarò sazio

della gran quantità di questi vini

che bevono e facchini e fanno strazio.

Non t'ho contato quanti magazzini

che vi son sempre pien' di Romania,

e di trebbian', malvagìe e vin' latini.

Non ti vo' dar di ciò più ricadia,

ma voglio entrar a dir or de' Todeschi

che fan con Vinizian' mercatantìa;

vôti pregar ch'a udir non ti 'ncreschi

e presti alquanto fede al mie parlare

e d'ascoltarmi tuo voglia rinfreschi!

Tutte mercatantìe che vien per mare

di Levante e d'Abruzi e Romania

una gran parte questi va a llevare,

come son zafferani e malvagìa,

e panni d'oro, sete e bocaccini,

e coton' sodi che vien di Sorìa.

E perché intenda bene e mie latini

è sì gran numer di pepe e canelle,

che levan que' Todeschi tanto fini.

Non creder tu ch'i' ti dica novelle:

quant'è la quantità del gran tesoro

che portan questi in le lor terre belle.

El pagamento che fanno costoro

si son panni e berrette e mercerie,

oltre alla quantità d'argento e d'oro;

e anche levan molte spezerie,

com'èn garofani e noce moscade,

secondo che vien lor le fantasie.

E spesso molte volte loro acade

tôr quantità di zenziri e di mace

e altre spezie per quelle contrade.

E perché lor paese è tutto in pace

levan più cose d'altre condizioni,

secondo che la voglia lor si piace:

zucheri in pani e altre confezioni,

zinzer verde e confezion' damaschine,

spezie minute ch'è di più ragioni,

e altre cose per le medicine,

che a dir tutto mi saria tedioso

né fare' fine insin <a> più mattine.

E·luogo dato a costor per riposo

è un palazo sì bene adornato

d'ogni abituro è tutto grazïoso.

Di buone mura è tutto circundato

ed è sul Canal Grande in bella vista,

con un altro canal da l'altro lato;

sulla porta di questo è 'l Vangelista,

scolpito in pietra e dipinto con oro;

n altro ha nella faccia per più vista,

per dare a 'ntendere a tutti coloro

che non san di chi sia quest'abituro,

acciò si vega non è di costoro;

e perché loro aver sia ben sicuro

la notte sta serrato da duo porte

acciò non v'entri né ladro, né furo.

Ma fa' tuo conto, egli è tanto forte

perch'egli è ben guardato da lor gente,

che stanno in quello con le mente acorte.

Non t'ho contato particularmente

quanto di mercantìa costor si fanno

con Viniziani e non con altra gente,

ma i' tel so dire, ché anno per anno

costor fan mercantìa con Viniziani,

ch'a dir gran quantità i' non t'inganno.

Non posson mercantar con altri strani

di niun paese, sotto pene assai,

per aver questa grascia nelle mani,

perch'ab antico è stato sempremai,

per lege vecchia e loro consuetudine.

A farti chiaro di quel che non sai

conviemmi avere altra solecitudine

a dir dell'altre cose che mi resta,

né batter più mio dire a tale ancudine.

Ad altre cose vo' metter mia testa

e vo' tornare a dirti di San Marco,

com'è fatta la chiesa adorna e destra

che a llasciarla mi saria d'incarco

s'i' non dicessi di suo gentileza:

però non ti curar se 'n ciò travarco.

È questa chiesa di tanta adorneza,

tutta di marmi e co·colone assai,

che a vederla è una belleza:

niun'altra simil ne vedesti mai,

né tu, né altri che si sia pratìco,

una menoma parte dir potrai.

Ell'è adornata tutta di musaico,

intro cinque tribune d'oro fino,

se nel mio dire i' non so' erratico.

E nota e 'ntendi bene el mio latino:

ell'è sì ben composta e adornata

– se non m'intendi se' un fantolino –

d'ogni fazione, e sì ben lavorata,

con sei porte tanto bene adornata

di bronzo, e li scalini ha su' entrata.

Or ti vo' dir com'è fatta suo forma:

prima ched entri dentro nel santoro,

un portico v'è fatto in altra norma

ch'è <i>storiato di musaico e d'oro,

e ha questo tre porte nell'entrare

che si fa in chiesa con un bel lavoro.

Di tutte storie vi si può trovare,

si è di tutto il Vecchio Testamento

dal principio del mondo che ebe a ffare

el nostro Padre Idio, se io non mento;

insino al tempo di Noè e dell'arca

sì v'è le storie con ordinamento.

E poi più oltre questa via travarca:

una capella v'è del gran Batista

con belli intagli d'oro è tutta carca.

Èvi un altare, dove el Vangelista,

meser san Gianni si cantò la messa,

d'una gran pietra che sta quivi mista.

Molt'altre cose dentro v'è con essa,

ma da lato di sopra è lavorato

ciascuna storia di musaico inn essa.

Di sotto a quel ch'i' dico sì è smaltato,

dove si mette el piede in ogni parte:

di più color' di marmi v'è intagliato;

e tutto è lavorato con tant'arte

che chi pon mente ben questo lavoro

per maraviglia ma' nïun si parte.

Poco men costa che se fossi d'oro

a far ta·lavorìo di tanto ingegno

quant'in tal chiesa è fatto per costoro.

Non credo ch'altro tempio sia sì degno

d'esser dotato di tanta adorneze

come San Marco, a metterne un pegno.

Or vo' contare dell'altre belleze

c'ha questa chiesa di belle fazione:

tutta adornata è di molte richeze,

istorïat'ha tutte condizione

della vita di Cristo e suo dotrina

sino alla fine di suo passïone,

e come e' sucitò una matina

nel terzo giorno tutto grorïoso,

secondo che lla Chiesa ne dicrina,

e come andò in ciel miracoloso

e come e' mandò lo Spirto Santo

a' suoi apostol' ch'eran dubitoso.

D'ogni sua operazion v'è tutto quanto

fatto le storie, com'i' t'ho narrato:

comprendil tu, ch'i' non posso dir tanto;

de' suoi apostol' come fu trattato

ciaschedun d'essi tutti e lor martiri,

perché la fé di Cristo han predicato.

E anche vo' che più oltre tu miri

a veder più figure di più santi

secondo che intorno tu tti giri.

I' non potrei in mio dir dirne cotanti

quant'e' v'è storie tutte figurate,

ch'a noverarle non siano altretanti:

molt'altre cose ch'i' non t'ho contate

e mettirò qui fine a tal lavoro,

per dir dell'altre ch'i' non t'ho narrate.

Lasciàn da basso per salire al coro,

montando se' scalini in più alteza,

ove s'asembra e preti in concestoro.

Una traversa v'è di gran belleza,

e con una cornice tanta adorna

ch'a veder quella è una gentileza;

questa cornice è fatta in questa forma:

ell'è di marmi sì ben lavorata

ch'ogni altro lavorìo par che dorma.

Ed è questa cornice sì fondata

su oto colonne di bella petrina,

che per belleza ciaschedun le guata.

Qui converà che mia mente s'inchina

per voler ben contar da ogni lato,

se non vo' meritar gran disciplina.

Un crocifisso d'argento dorato

è in su questa cornice tanto bello

che di gran maestria è lavorato;

e cciascun che llo vede adora quello

e lla suo madre Vergine Maria,

per la gran riverenza c'ha in ello;

ciascun che lo vedrà s'inchineria,

perch'apresso la Madre è 'l Vangelista,

figurati di marmo a maestria;

e poi appresso, in su questa lista,

sono e dodici Apostol' figurati,

di marmo bianco ciascuno in suo vista,

che tti paranno vivi, stu gli guati.