III
Lasso, quando talor meco ripenso
il fuggir de' nostri anni sì veloce
e quanto il Re superno, che 'n la croce
per noi morì, cognosco avere offenso,
quietar non si püote alcun mio senso,
la lingua annoda e tremami la voce,
ogni mio delettar trovo mi noce,
parmi a dito dovere essere ostenso.
Spero sol un conforto in tale stato,
ché la Regina de' celesti regni
chi è ricorso a lei sempre ha salvato.
Onde con puro cor prego si degni
oprar col suo santissimo portato,
ché l'alma mia quiesca in essi regni.