III.
Guglielmo mio, dapoi che l'andare
Troppo te affanna, quando altrui te manda,
Pesando tanto quella toa palanda
E quel giubon, che non se pò portare;
Però non te volere affaticare
Pigliando, come fai, poca vivanda;
Ma bevi ben, ché 'l medico il comanda,
Che non se pò al presente meglio fare.
Quando tu giochi governa la spada
E più non la lassar dopo la porta,
Che nella sala se facci l'entrada.
Fa che melanconia per ti sia morta,
E se tu trovi a cena una gioncada,
Comprala tosto et a messer la porta;
E se poi, senza scorta
Torna più presto a casa un'altra volta
Prima che la toa parte te sia tolta.