IX

By Gaspara Stampa

S'avien ch'un giorno Amor a me mi renda,

e mi ritolga a questo empio signore;

di che paventa, e non vorrebbe, il core,

tal gioia del penar suo par che prenda;

voi chiamerete invan la mia stupenda

fede, e l'immenso e smisurato amore,

di vostra crudeltà, di vostro errore

tardi pentito, ove non è chi intenda.

Ed io, cantando la mia libertade,

da così duri lacci e crudi sciolta,

passerò lieta a la futura etade.

E, se giusto pregar in ciel s'ascolta,

vedrò forse anco in man di crudeltade

la vita vostra a mia vendetta involta.