IX
Su, figli d´Italia! su, in armi! coraggio!
Il suolo qui è nostro: del nostro retaggio
il turpe mercato finisce pei re.
Un popol diviso per sette destini,
in sette spezzato da sette confini,
si fonde in un solo, più servo non è.
Su Italia! su, in armi! venuto è il tuo dì!
dei re congiurati la tresca finì!
Dall´Alpi allo Stretto fratelli siam tutti!
Su i limiti schiusi, su i troni distrutti
piantiamo i comuni tre nostri color!
il verde, la speme tant´anni pasciuta;
il rosso, la gioia d´averla compiuta;
il bianco, la fede fraterna d´amor.
Su, Italia! su, in armi! venuto è il tuo dì!
dei re congiurati la tresca finì!
Gli orgogli minuti via tutti all´obblio!
La gloria è de´ forti. Su, forti, per Dio!
dall´Alpi allo Stretto, da questo a quel mar!
Deposte le gare d´un secol disfatto,
confusi in un nome, legati a un sol patto,
sommessi a noi soli giuriam di restar.
Su, Italia! su, in armi! venuto è il tuo dì!
dei re congiurati la tresca finì!
Su Italia, novella! su, libera ed una!
Mal abbia chi a vasta, secura fortuna
l´angustia prepone d´anguste città!
Sien tutte le fide d´un solo stendardo!
Su, tutti da tutte! mal abbia il codardo,
l´inetto che sogna parzial libertà!
Su, Italia! su, in armi! venuto è il tuo dì!
dei re congiurati la tresca finì!
Voi chiusi ne´ borghi, voi sparsi alla villa,
udite le trombe, sentite la squilla
che all´armi vi chiama dal vostro comun!
Fratelli, a´ fratelli correte in aiuto!
gridate al Tedesco che guarda sparuto:
L´Italia è concorde: non serve a nessun!