LXXIII

By Francesco d'Altobianco Alberti

Gianni, se fede e sicurtà ci mosse

a far di tue come di nostre cose,

del lucco al sì l'imolese dispose

di Sandro, e terminò che d'altri fosse.

Così gli vegna il cimurro e la tosse

come e' lo smaltirà su le gioiose;

el grigion tuo ha lasciato l'ombrose

diversità pel saltar delle fosse.

Rendine grazie al tuo compar Buricchi,

che l'ha ridotto d'ogni vizio al netto,

e se tel chiede più fa' che non nicchi.

Noi qua godiamo e stiam sanza sospetto

sol perché male alcun non ci si apicchi,

e come in selva a mezzo dì nel letto.

E fermo abbiam concetto

vedervi presto e con somma allegrezza,

e vedrai se 'l ronzin ruzza in cavezza.