Medea.

By Giovambattista Marino

Fuggite amanti Amor! Chi può d'Amore

vincer le forze, o contrastar con lui?

Signoreggiar la passion del core

invan tentai, se ben Reina io fui.

Né trovar seppi al mio proprio dolore

quel rimedio che spesso io porsi altrui,

ché non valse virtù di pietra o d'erba

la mia piaga a saldar cruda ed acerba.

Vinsi le stelle con possenti versi,

Amor non vinsi invitto e trionfante.

Indietro i fiumi rapidi conversi,

non d'un ingrato le fugaci piante.

I mostri umiliai fieri e perversi,

non un crudele e disleale amante.

Fu l'Inferno da me frenato e dòmo,

non fui bastante a soggiogare un uomo.

Vidi moversi i monti a le mie note,

non disasprirsi un animato sasso.

Potei del vago Sol fermar le rote,

non arrestar d'un fuggitivo il passo.

Desperato disdegno ahi che non pote

in cor di Donna addolorato e lasso?

Uccisi alfin da grave duolo oppressa

padre, sposo, fratel, figli, e me stessa.