Medea.
Fuggite amanti Amor! Chi può d'Amore
vincer le forze, o contrastar con lui?
Signoreggiar la passion del core
invan tentai, se ben Reina io fui.
Né trovar seppi al mio proprio dolore
quel rimedio che spesso io porsi altrui,
ché non valse virtù di pietra o d'erba
la mia piaga a saldar cruda ed acerba.
Vinsi le stelle con possenti versi,
Amor non vinsi invitto e trionfante.
Indietro i fiumi rapidi conversi,
non d'un ingrato le fugaci piante.
I mostri umiliai fieri e perversi,
non un crudele e disleale amante.
Fu l'Inferno da me frenato e dòmo,
non fui bastante a soggiogare un uomo.
Vidi moversi i monti a le mie note,
non disasprirsi un animato sasso.
Potei del vago Sol fermar le rote,
non arrestar d'un fuggitivo il passo.
Desperato disdegno ahi che non pote
in cor di Donna addolorato e lasso?
Uccisi alfin da grave duolo oppressa
padre, sposo, fratel, figli, e me stessa.