V
In mezzo d'aspri colli, in verde prato,
fra cerri, faggi, abeti e sacro alloro,
ferimmi Amor d'una saetta d'oro
il lasso core, onde riman piagato.
Ed è sì forte già debilitato
per grieve doglia, che 'l volto scoloro
omè, per dio, omè, ch'io me ne moro,
se da te, signor mio, non sono atato!
Ond'io, gentil signor, umil ti priego
che tu non lasci il servo tuo finire
per tua durezza, ché in buon signore
debbe umiltà sempre conseguire
verso i suggetti. Deh, non metter niego
a sanar presto il vulnerato core!