V
O serafico padre, ottimo duce
di così ampla ed umile famiglia,
che, calcando la terra, alza le ciglia
al cielo, ove tua tanta gloria luce,
la mirabil tua vita ognor riluce
tanto qua giù, che somma maraviglia
ne prende qual più in essa s'assottiglia,
per cognoscer la via ch'al ciel conduce.
Io sono al mondo miser peccatore,
illaqueato e 'nvolto in molti lacci,
come è chi 'n cosa bassa ha fisso 'l core.
Priego, refugio mio, me ne dislacci
e mi congiunga sì col Redentore
che l'alma mia Satan rio non impacci,
né tra li suoi la cacci,
quando dal miser corpo fia partita,
ma che transvoli in cielo a lieta vita.