V
Dolce, ch'al bel cognome egual rendete
lo stil leggiadro, onde ne' freddi cori
accendete disio de' primi onori,
e di schermirsi da l'oblio di Lete,
voi, ben per strade più sicure e quete
d'ogni altro, e lungi da' comuni errori,
furate a guisa d'ape i bei colori
a le sponde del Tebro adorne e liete,
che poi sotto altre voci e nove leggi
andate in vaghe forme a noi spiegando
con arte a' dotti lor maestri eguale;
e da voi po' venir ch'io non vaneggi
nel cammin di ch'io vo' poco avanzando,
s'al mio tardo salir giungete l'ale.