V
Non come a me vo' che a me gli occhi alzate,
ma come a voi, perch'io
di voi pasco il desio.
Non pur voi sete il fin di quel ch'io bramo,
ma, perché io bramar possa con speranza,
ne la vostra sembianza
m'affigo sì che intieramente l'amo,
e il bel ch'a sue beltà mai sempre avanza
al mio imperfetto chiamo,
e, se il calor d'una scintilla n'aggio,
ritratto il cor dal natural vïaggio,
voi sol tanto desio
che me pongo in oblio.
Poiché d'ogni pensier torbido e basso
l'anima è sgombra, e in parte v'assimiglia,
si purga e si consiglia
se da sé debbia a voi torcere il passo,
ed ardimento al transformarsi piglia.
Qui convien s'in voi passo,
che me, per esser voi, da me disciolga,
e, s'averrà già mai ch'amor vi colga
mentre che a voi m'invio,
vostro è l'amor, non mio.