VI

By Francesco Tedaldi

A Pisa giunsi come arai inteso

sano e salvo, la grazia di Dio,

e ti vo' dir, carissimo Anton mio,

che vita tengo e come son fornito.

Marino assai del fritto e del bolito

già mai non manca dove mi truov'io;

tinche e lucci troppo non li spio,

ch'a voi li lasso per far in mortito.

E tutti questi nobili mercanti

per farmi festa ciascun mi convita

e par che d'onorarmi ognun si vanti.

Lamprede e cheppie cotte a la pulita,

muggin, pagelli, orate mangio tante

che stuccheresti a fiutarmi le dita.

E per far miglior vita,

e' non s'accosti a me Melanconia;

razzese beo a pasto e malvagia.