VI
Spesso mi torna il dolce tempo a mente,
quando, seduto con la donna mia,
io le narrava dolorosamente
la pena del mio core intensa e ria.
Ella, bassando gli occhi dolcemente,
il volto d'un rossor dolce copria,
e, per le labbra a consolarmi intente,
a' dolcissimi accenti il varco apria:
e tanta gioia aveva nel seno accolta,
ch'all'udir le parole alme e gioconde
l'alma sen giva pellegrina e sciolta.
Or nullo, fuorchè i sassi, i tronchi e l'onde,
il mio sì lungo sospirare ascolta;
e a consolarmi, oimè, chi mi risponde?