VII
Intumidito il sen d'umide foglie,
schivo di serpeggiar più verme in cuna,
si smunge, e svena, e le sue bave aduna,
per farne gaie in preziose spoglie.
O di vano sudore incaute voglie!
Mendico si pascea, ricco digiuna;
ed Istrion di apocrifa fortuna,
sotto le pompe sue vive a le doglie.
Tali del Mondo insan veggo l'usanze.
Fenomeni di luce, ombre d'essenze;
grandi accidenti in minime sostanze.
Niun riflette in tante trasparenze
che al Bello de le Vesti, e de le Stanze,
sbadiglian l'Arche, e fallan le Credenze.