VII

By Giovanni Della Casa

Io mi vivea d'amara gioia e bene

dannoso assai, ma desiato e caro,

né sapea già che 'l mio signor avaro

a' buon seguaci suoi fede non tene.

Or l'angeliche note e le serene

luci, che col bel lume ardente e chiaro

lieto più ch'altri in festa mi menaro

sì lungo spazio, fra tormenti e pene;

e 'l dolce riso, ov'era il mio refugio

quando l'alma sentia più grave doglia,

repente ad altri Amor dona e dispensa,

lasso: e fuggir devria di questa spoglia

lo spirto oppresso da la pena intensa;

ma per maggior mio mal, procura indugio.