VII

By Giovanni Prati

A notar che ogni dì batte più lento

il core a me nel solitario petto,

e, più che posa il mar del sentimento,

mi s´illumina il ciel dello intelletto;

a veder che più viva ogni momento

m´arde la fantasia, tremo in sospetto

d´esser la face che al picchiar del vento

l´ultimo lampo suo manda più schietto.

E ben esser potria che, pellegrino

da qui più sempre, per fuggir di soli,

io fossi ad altri padiglion vicino,

più palesi al pensier, quando si spezza

l´urna che il chiude. Ma, comunque voli

l´ora al quadrante, m´è il cantar dolcezza.