VII
Udrammi dunque Amor tristi e dogliosi
condur sempre in lamenti e giorni ed anni,
senza volger giammai gli occhi pietosi
a mirar le mie pene ed i miei danni?
Dunque in vedere da' pensier tiranni
girsen tant'altri alfin vittoriosi,
io solo, in mezzo a disperati affanni,
invidiando andrĂ² gli altrui riposi?
Ma stolto! a che le volontarie offese
i' vo piangendo e quegli amati guai,
onde l'alma non mai volle disciorse?
E quante volte la Ragion cortese
per sottometterne pur la man mi porse,
io strinsi le catene, e la scacciai?