VIII

By Giacomo Lubrano

Arguto Vermicel fra l'esche erbose,

pensa tessersi un vel d'ombra sicura.

Più reti ordisce, e simulando oscura

con nobil lustro le vilezze ascose.

Così passa prigion l'ore noiose,

e i labirinti suoi filando indura.

Pria che s'impenni un Icaro a l'arsura,

cade naufraga preda in fiamme ondose.

O voi che fabri d'arbitrarie Mode,

a colorir le finzioni, ordite

trame d'infamia, in porpore di lode:

breve è la sorte de l'Inganno, udite.

Quante fila d'astuzie usa la Frode,

vi saran lacci a strangolar le Vite.