VIII
Arguto Vermicel fra l'esche erbose,
pensa tessersi un vel d'ombra sicura.
Più reti ordisce, e simulando oscura
con nobil lustro le vilezze ascose.
Così passa prigion l'ore noiose,
e i labirinti suoi filando indura.
Pria che s'impenni un Icaro a l'arsura,
cade naufraga preda in fiamme ondose.
O voi che fabri d'arbitrarie Mode,
a colorir le finzioni, ordite
trame d'infamia, in porpore di lode:
breve è la sorte de l'Inganno, udite.
Quante fila d'astuzie usa la Frode,
vi saran lacci a strangolar le Vite.