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By Franco Sacchetti

Deh, quant'io ebbi tua persona a degno,

o frate Zeba romitano in vesta,

quando menavi così gran tempesta

con l'aspro tuo parlar di nuovo ingegno,

a piè del loco dove fa ritegno

quella che 'l mie cor tien in sua podèsta,

faccendomi veder sua bionda testa

fuor del balcon, che di luce avea segno!

Per ascoltare i tuo' nuovi sermoni

di cave, di sotterra e di marmotti,

del veder lei riebbi i vaghi doni:

quando gridavi coccodrilli e botti,

scovrì gli orecchi per udir tuo' soni,

con risi più che mai d'amor condotti.