XII
Nella corte d´un principe tedesco
voi siete visso il tosco e all´antimonio,
uomo esperto in papiri e ghiotto al desco,
e mordace e sottil, come il demonio.
Con parola e pensier del doppio conio,
una vecchia follia rimessa a fresco,
d´Eschilo in manto e in giubba di Petronio,
piaceste al serio mondo, e più al burlesco.
Ed ora, a sé pensando e al tempo gaio,
la notturna canzon del suo dolore
canta la bella Ghita a l´arcolaio.
Ah! sin che l´arte così pianga o rida,
vivranno eterni il sogno e il sognatore,
come il falco e il Terrigena su l´Ida.