XIII

By Galeazzo Di Tarsia

Ove più ricovrare, Amor, poss'io

Da' tuoi spesso che ordir lacci mi suoli?

Qual più riposta parte ov'io m'involi

Omai fia non mortale al viver mio?

Stavami in questo scoglio alpestro e rio

Co' miei pensieri scompagnati e soli,

Né chioma d'oro più, né ardenti soli

Temea, quando lo stral primiero uscìo.

Così reso a me stesso, altrui ritolto,

Quasi servo fedel che franco viva,

Tutto lieto men gia libero e sciolto.

Or due begli occhi e un volto umile e grave

Di peregrina giovanetta schiva

M'han colto, quasi augello ove men pave.