XIII

By Giambattista Vico

Bench'io mi veggia da quel fato oppresso

che l'ingiust'odio altrui creò sovente

e affatto lungi dalla molta gente

viva, che appena me trovi in me stesso;

poiché il raro valor dal ciel concesso

a voi, bell'alme, unisce amor possente,

al pubblico piacer mio spirto sente

disio di riveder l'alto Permesso,

e cantar lieto in dilettosa schiera

vostro nodo real, gli onor degli avi,

e svelar que' futuri invitti germi.

Poi ricaggio in me stesso e, da mie gravi

cure sospinto a tornar là dov'era,

di me, non per mia colpa, ho da dolermi.