XIII
Bench'io mi veggia da quel fato oppresso
che l'ingiust'odio altrui creò sovente
e affatto lungi dalla molta gente
viva, che appena me trovi in me stesso;
poiché il raro valor dal ciel concesso
a voi, bell'alme, unisce amor possente,
al pubblico piacer mio spirto sente
disio di riveder l'alto Permesso,
e cantar lieto in dilettosa schiera
vostro nodo real, gli onor degli avi,
e svelar que' futuri invitti germi.
Poi ricaggio in me stesso e, da mie gravi
cure sospinto a tornar là dov'era,
di me, non per mia colpa, ho da dolermi.