XV

By Giacomo Lubrano

Che veggio? in Verme si trasforma un Giove,

che di serica luce il sen fecondo,

entro un Orbe di rai, sferico pondo,

Arbitro de' suoi Fati agita e move.

Con invidia de i Cigni in forme nòve

serpe brun, bianco vola, e splende biondo:

che se Danae del lusso è fatto il Mondo,

estenuato in fila, oro gli piove.

Se fascia Giove in Epicicli erranti

di satellite Stelle il cerchio ambito,

un Verme orna di pompe anco i Regnanti.

Sol di Giove non ha, che al lampo ardito

di fulminoso Ciel perde i sembianti:

e se rapì l'Europa, ora è rapito.