XXI
El mio intelletto e mio piccolo inçegno
grazia domanda a Dio, che 'l ciel possede,
de santo favellar me faccia degno
dove se fonda la beata fede,
secondo che ce mostra Chiesa Santa,
e come per vertù più chiar se vede.
I glorïosi eletti fûr settanta,
e po' i segrati eletti furon dodici,
i qua' de nostra fé fermâr la pianta.
Apostoli de Dio, diritti giudici,
fermi e costanti a la diritta via,
dopo a la cena lor, se trovâr undici;
e, per compier quel novero, Mattia
eletto fu in iscambio de quello
che contro al so Maestro usò follia.
Aiuta la mia lingua, ch'io favello,
o Segnor mio, a far questi versicoli,
lustrando a mi l'ardor de Manuello
là dove se fondâr dodici articoli;
aiuta mi, o verace Creatore:
devozïon me stringe e però dicoli.
O Pietro, principal primo Pastore,
tu cominciasti a dir: « I' credo in Dio,
nel Padre onnipotente, creatore,
qual cielo e terra creò con disio,
subito fermo con le grazie sue ».
Però nui dobbiam creder solo in Dio.
O bon Giovanni, eterna vertue,
chiamando tu dicesti: « Gesù Cristo
resurga infine nelle glorie sue!
Filius Dëi, Creator ministro
omnia, domine eternalmente scritto ».
A nostra fé, besogna creder quisto.
Jacopo, tu formasti el terzo ditto:
« Qui est conceptus de Spiritu Santo,
natus de Maria Virgine diritto ».
Creder possiam che sotto quello ammanto
poveramente se venne in Giudea
per far salir poi nui al dolce canto.
O glorïoso pescator Andrea,
tu che pescasti zascun omo rupto
dicendo quel che 'l Maestro volea,
el quarto dir de ti fece gran frutto:
dicesti che fu posto in passïone
per nui diliberar del loco brutto,
e per l'umana generazïone
sotto la segnoria de Pilato
fu crocefisso e morto a derisione;
e per quel giudicar disordinato,
umile fu a la pena e al passo:
sepultus est, com'om ch'era incarnato.
O glorïoso beato Tommaso,
nel quinto dir, colà dov'io discerno,
tu raffermasti, ché non fosti lasso;
dicesti: « Credo ch'Egli andò a l'inferno,
fu suscitato el terzo dì da morte
el mio Maestro come Re superno;
de l'aspro loco abbattèo le porte,
cavò Giovanni e zascun ch'era preso,
poi fece innanzi a loro belle scorte,
e così li condusse in paradiso:
unde fu liberato el nostro Adamo,
che contr'a Cristo tanto avea offeso ».
Aiuta 'l spirto mio, ché io te chiamo;
non reguardare a mi, perch'i' sia reo,
ché tua misericordia sempre bramo!
O glorïoso san Bartolomeo,
che quando al ciel salì, dicesti tu:
« Per questo se confonde ogni judeo! ».
Nel sesto dire, sì dicesti più:
« Ubi sedet ad dexteram del Padre,
la cui potenza è e sempre fu ».
Orna in vertù mie parole leggiadre,
siccome tu dicesti: « Onnipotente »,
sì ch'io diletti a la contenta Madre!
O glorïoso Filippo saccente:
« Inde venturus est iudicare
vivos et mortuos per l'umana çente ».
Quanto te piacque el settimo parlare!
Aiuta l'alma mia che non sia stanca,
sì che de Dio possa' gloria cantare.
Vertù celestïal, cortese e franca
e tu, Matteo, che parlasti corretto
de la potenza che già mai non manca,
con tuo benigno e proprio intelletto
dicesti: « Credo in Ispirito Santo,
viva speranza de zascun diletto ».
L'ottavo favellar tuo fu in quanto
se conveniva al to summo Fattore,
che lingua non potrebbe mai dir tanto!
O glorïoso Jacopo minore,
quanto tu favellasti con misura
del Novo Testamento e 'l suo tenore,
dove se fonda la Sacra Scrittura
de Santa Chiesa e d'i Santi beati!
Tu raffermasti con parola pura:
« Per la cattolica fé congregati
furono molti santi a comunione,
i qua' son ora in ciel incoronati ».
Nel decimo parlar santo Simone
« Remissïonem peccatorum », disse,
« per quella sacra, santa religione ».
Celestïal vertù con vui se fisse,
dodici eletti per nui peccaduri:
ammaestramenti per nui zascun scrisse.
Però creder possiam benigni e puri
nel vero e giusto e degno sacrifizio,
el qual demostra a nui esser securi.
E tu, Taddeo, a quel beato ospizio,
dicesti: « Carnis resurrezïone,
come mostrar possiam per lo giudizio,
quando ogni corpo arà sua rasone,
resuscitato e congiunto con l'alma,
dinanzi a l'alto Re, al gonfalone;
beato quel che pigliarà la palma
presente a quell'angelico diletto,
ché d'allegrezza pigliarà la salma ».
E tu, Mattia, glorïoso eletto,
« Vita eterna », dove se convenne,
tu raffermasti con benigno aspetto.
Per quello Spirto Santo che 'n vui venne,
misericordia non ce sia nascosa,
sì come vui dicesti: « Amèn, amenne! ».
Aiuta l'alma nostra faticosa,
ch'al trapassar se trovi accompagnata,
bianca, leggiadra e de vertù copiosa,
e a ben de vita eterna sia menata.