XXII
Se l'estremo valor ch'Amor consente
si niega a me da tua benignità,
non so se vien dalla mia povertà
o pur procede per nuovo accidente.
Sempre a' comandi tuoi fui ubbidiente,
servit'ho a te con ogni fedeltà;
giammai trovai in te tal crudeltà,
ma pronto a me servire e diligente.
Se così è, come dimostro m'hai,
suplico a te che tu mi sciolga o leghi;
e liber com'io fu' mi lascerai
o servo in tutto; e, se questo mi nieghi,
nimico in tutto a te mi troverrai.
Dunque al giusto dimando fa' ti pieghi.
Essaudisci i mie prieghi,
ché, con sì poco dolce e troppo amaro,
aspetto sol che tu mi dia riparo.