XXII

By Antonio di Meglio

Se l'estremo valor ch'Amor consente

si niega a me da tua benignità,

non so se vien dalla mia povertà

o pur procede per nuovo accidente.

Sempre a' comandi tuoi fui ubbidiente,

servit'ho a te con ogni fedeltà;

giammai trovai in te tal crudeltà,

ma pronto a me servire e diligente.

Se così è, come dimostro m'hai,

suplico a te che tu mi sciolga o leghi;

e liber com'io fu' mi lascerai

o servo in tutto; e, se questo mi nieghi,

nimico in tutto a te mi troverrai.

Dunque al giusto dimando fa' ti pieghi.

Essaudisci i mie prieghi,

ché, con sì poco dolce e troppo amaro,

aspetto sol che tu mi dia riparo.