XXII
Baco gentil, che in preziosi stami
fili la Vita Giornalier sepolto,
e non vago di applausi, ingombri il volto,
a far de le tue vene aurei ricami:
ricco erede di te, nulla tu brami,
ché a chi vive del suo, il poco è molto.
Basta a tòrti la fame un Moro incolto;
e per la Reggia tua, bastano i rami.
Turbi la Terra, l'Aria, il Mare, i Fiumi
ingordo l'Uomo, e nel Peruvio fondo
fin gli Erarii del Sol rubi e consumi.
Che pro? se mai non posa il cor giocondo?
Quanti regnan fra pompe, e fan da Numi,
come Tantali suoi deride il Mondo.