XXII

By Giacomo Lubrano

Baco gentil, che in preziosi stami

fili la Vita Giornalier sepolto,

e non vago di applausi, ingombri il volto,

a far de le tue vene aurei ricami:

ricco erede di te, nulla tu brami,

ché a chi vive del suo, il poco è molto.

Basta a tòrti la fame un Moro incolto;

e per la Reggia tua, bastano i rami.

Turbi la Terra, l'Aria, il Mare, i Fiumi

ingordo l'Uomo, e nel Peruvio fondo

fin gli Erarii del Sol rubi e consumi.

Che pro? se mai non posa il cor giocondo?

Quanti regnan fra pompe, e fan da Numi,

come Tantali suoi deride il Mondo.