XXVI

By Giacomo Lubrano

A la Rota si strugge, avvolto in giri,

Verme, che circolò per farsi d'oro.

Ahi che l'esche brevissime d'un Moro

presagivano in ombra i suoi martiri!

Interesse crudel quanto deliri!

Assolvi chi rapisce, e nel tuo Foro

par delitto di morte ogni tesoro;

e chi ricco si fa, forz'è che spiri.

Sbuffano di velen sputi funesti

senza timor le Vipere, serpendo

vivi strali del bosco, e vive Pesti.

Un Rettile, che fabrica tessendo

con le viscere sue seriche vesti,

in eculei di vampe arde morendo.