XXVI
A la Rota si strugge, avvolto in giri,
Verme, che circolò per farsi d'oro.
Ahi che l'esche brevissime d'un Moro
presagivano in ombra i suoi martiri!
Interesse crudel quanto deliri!
Assolvi chi rapisce, e nel tuo Foro
par delitto di morte ogni tesoro;
e chi ricco si fa, forz'è che spiri.
Sbuffano di velen sputi funesti
senza timor le Vipere, serpendo
vivi strali del bosco, e vive Pesti.
Un Rettile, che fabrica tessendo
con le viscere sue seriche vesti,
in eculei di vampe arde morendo.