XXXV

By Galeazzo Di Tarsia

Palma leggiadra e viva,

Fondata in chiaro e lucido diamante,

Che tocchi il ciel con l'auree cime sante,

Se cotanto sei schiva

De la vista d'indegno e basso amante

E celartene brami,

Da me non torcer lo splendor de' rami;

Ché nel celeste verde

Occhio frale e terren tosto si perde,

Ma s'altronde riluce,

Quasi in limpido corpo eterna luce,

Nel cor ti veggio ove per sé rinverde.