XXXVIII

By Francesco d'Altobianco Alberti

Il mondo è pien di vesciche gonfiate,

di zaccher che non caggion per grattare

e di dolze fritelle e delle amare,

strane monete e pessime derrate;

pien di sode corniuole e mal tagliate,

formiche che non escon per bussare,

e così il pan cornuto allo 'nfornare,

donde rïescon poi le gran tempiate.

E ècci pien d'oppinioni e sette

fizzion, bugie, inganni e mancamenti,

e 'l primo che s'afibbia e il ben gli stette.

Viluppi, istrani impiastri e vari unguenti

batta ella pur com'ella me' ci mette,

perch'una gente imperi e l'altra istenti.

Concludendo, gl'intendi

che mondo è nome 'mbrattato e vizioso,

sì che 'l nome coi fatti egli ha a ritroso.