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Così, in vece di salci, ombrosi allori
copran le rive tue verdi et amene,
e del tuo letto le minute arene
producan odorati arabi fiori,
come dal dì che gli amorosi ardori
passâr per gli occhi all'alma et alle vene,
non trovo altro refugio alle mie pene
che 'l mormorar d' i toi santi liquori.
Dolce, caro, gentil, patrio Sebeto,
per cu' ad Apollo non invidio Eurota,
né l'acque fresche del famoso Admeto,
quanto mi duol che sia d'ogn'arte vòta
questa mia penna, e ch'io non possa lieto
far la tua fama la Gange e all'Indo nota!