11

By Angelo Di Costanzo

Così, in vece di salci, ombrosi allori

copran le rive tue verdi et amene,

e del tuo letto le minute arene

producan odorati arabi fiori,

come dal dì che gli amorosi ardori

passâr per gli occhi all'alma et alle vene,

non trovo altro refugio alle mie pene

che 'l mormorar d' i toi santi liquori.

Dolce, caro, gentil, patrio Sebeto,

per cu' ad Apollo non invidio Eurota,

né l'acque fresche del famoso Admeto,

quanto mi duol che sia d'ogn'arte vòta

questa mia penna, e ch'io non possa lieto

far la tua fama la Gange e all'Indo nota!