15.

By Giacomo Leopardi

Vinto Saulle? il trionfante, il forte,

Il vincitor di mille schiere, e mille,

Cui vide il campo ostile

Grondante in faccia di onorate stille?

Di cui sperimentar l'alta possanza

Il forte Naas, e gli Ammoniti alteri?

Lui che possenti, e fieri

Popoli assoggettò, che ognor si vide

Di replicati allori ornato, e cinto;

Sconfitto ci cade inonorato, e vinto?

Dunque fia ver, che d'Israello io miri

Scosso l'impero con pupille immote,

Ed il nemico altero

Su le veloci andar vittrici ruote?

Dunque fia ver, che inutilmente appenda

Al fianco il brando inoperoso, e vile?

Nò se il valore ostile

Superar non potesti, a tanti mali

Tu sottrar mi dovrai... giorno funesto!

Nò, non vedrò de le tue ore il resto.

Come talor su' le Garganie selve

Antico faggio, ovver quercia frondosa

Da l'Aquilon percosso

Il forte tronco, e l'alta cima annosa

Cade atterrata, e la cervice altera

Abbassa, e scuote la superba chioma,

Da l'Austro ancor non doma:

Così trafitto dal funesto ferro

Cade Saulle, e sul terren si aggira,

Spirando ancor dagli occhi orgoglio, ed ira.

Morte... sdegno... furore... ombre fatali...

L'insolito pallor... gli orrendi spetri...

L'immagini funeste...

Larve... pensieri spaventosi, e tetri;

Tutto d'innanzi inaspettata scena

Gli mostra... oimè qual improviso lume

Gli balena a la mente? ah il Nume, il Nume...

Il cielo oimè sprezzai

Del Dio vendicator giusto, è lo sdegno

Tutto perdetti, e la corona, e il regno!

Sì dice, e bieco intorno il guardo volge,

E de le ferree spade infra il romore

Mira un guerriero: ah vieni,

Vieni, gli dice, dal trafitto cuore

L'alma non si disgiunge, ah tu m'uccidi.

Nol nega quegli, e il fatal brando innalza,

E con marzial vigore

Sul collo il cala; sanguinoso balza

Il capo, e scritto gli si mira in fronte,

= Punite son del ciel le offese, e l'onte. =