15.
Vinto Saulle? il trionfante, il forte,
Il vincitor di mille schiere, e mille,
Cui vide il campo ostile
Grondante in faccia di onorate stille?
Di cui sperimentar l'alta possanza
Il forte Naas, e gli Ammoniti alteri?
Lui che possenti, e fieri
Popoli assoggettò, che ognor si vide
Di replicati allori ornato, e cinto;
Sconfitto ci cade inonorato, e vinto?
Dunque fia ver, che d'Israello io miri
Scosso l'impero con pupille immote,
Ed il nemico altero
Su le veloci andar vittrici ruote?
Dunque fia ver, che inutilmente appenda
Al fianco il brando inoperoso, e vile?
Nò se il valore ostile
Superar non potesti, a tanti mali
Tu sottrar mi dovrai... giorno funesto!
Nò, non vedrò de le tue ore il resto.
Come talor su' le Garganie selve
Antico faggio, ovver quercia frondosa
Da l'Aquilon percosso
Il forte tronco, e l'alta cima annosa
Cade atterrata, e la cervice altera
Abbassa, e scuote la superba chioma,
Da l'Austro ancor non doma:
Così trafitto dal funesto ferro
Cade Saulle, e sul terren si aggira,
Spirando ancor dagli occhi orgoglio, ed ira.
Morte... sdegno... furore... ombre fatali...
L'insolito pallor... gli orrendi spetri...
L'immagini funeste...
Larve... pensieri spaventosi, e tetri;
Tutto d'innanzi inaspettata scena
Gli mostra... oimè qual improviso lume
Gli balena a la mente? ah il Nume, il Nume...
Il cielo oimè sprezzai
Del Dio vendicator giusto, è lo sdegno
Tutto perdetti, e la corona, e il regno!
Sì dice, e bieco intorno il guardo volge,
E de le ferree spade infra il romore
Mira un guerriero: ah vieni,
Vieni, gli dice, dal trafitto cuore
L'alma non si disgiunge, ah tu m'uccidi.
Nol nega quegli, e il fatal brando innalza,
E con marzial vigore
Sul collo il cala; sanguinoso balza
Il capo, e scritto gli si mira in fronte,
= Punite son del ciel le offese, e l'onte. =