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Di l'aureo albergo verso l'orïente
mira una de le porte per diretto,
l'altra per paralello in occidente,
e quella ch'era a noi più derimpetto
al cielo s'alza ver settentrïone,
la quarta mostra a mezzo dì l'aspetto.
A queste innumerabile persone
vengano in ogni tempo e d'ogni clima,
e tanta turba fa gran confusione,
ch'al ricco ospizio e fortunata cima
ansioso cerca ognun per ogni via
con ogni possa de salir s– prima.
Ma gionti al monte eccelso, convien, pria
che tenti alcun la ruinosa ascesa,
elegerse una guida in compagnia,
però ch'è tanto lubrica e suspesa
questa alta spiagia che son rari al mondo
che onor nel salir abbian de l'impresa.
E quando più felice e più iocondo
di questi alcun nel colmo esser si crede,
spesso se trova in un momento al fondo,
né si può mai sì ben fermare il piede
su la pendente via, che spesse fiate
l'om non trabocchi che non se n'avede.
Adonque a piè di l'ardue montate,
sì come al Monsenise o Gabelletta,
stanno le guide sempre apparechiate:
ciascuna d'essi i viatori aspetta
per s– condurli a l'onorata corte
quale ogni uman con tanto studio affetta.
Solicitudo prima infra le scorte,
che mai non possa e par sempre affanata,
duce se gli offerisse a l'alte porte,
l'altra è Pazienza quasi adormentata
che 'l tempo aspetta, e poi l'ingenïosa
Industria con mille arti accompagnata;
ivi sta Audacia e Fraude insidïosa,
il Credito togato e il Favore
e la Rapacità fra quelli ascosa;
a l'altra porta Lealtà e Valore
volta a settentrion mostran la strada
difficil molto, ma non senza onore;
Prudenza e Fortezza con la spada
guidano ancor per questa il peregrino,
ben che per tal sentier raro si vada.
A la porta che s'apre in ver matino,
la via de tutte l'altre è manco austera,
anzi è sì facil che ir glie può un bambino:
sorte del nascer questa fa legera,
però che in fasce spesso alcun mortale
Fortuna chiama a la fortezza altiera.
A basso, ver la porta occidentale,
antica Servitù, guida assai lenta,
sogiorna, la qual raro il monte sale:
longo è il camin, lei pigra, sì che stenta
qual va con lei e quasi sempre mai
canuto, pria che gionga su, diventa;
ben che la seguan viatori assai,
nondimen pochi a l'alto loco mena
e i più lassa stanchi in stenti e in guai:
breve ventura con sì longa pena
compra (ben si può dir) quel che a montare
con questa la salita ha auto lena.
Fortuna ancora spesso alcuno amare
vediam così, che in un momento il suole
da le radice in cima il monte alzare,
e lo introduce per qual porta vòle
senza fatica e senza impedimento,
tal che ciascun da poi l'onora e cole;
e spira a lui sì favorevol vento,
che d'ogni gran periglio di tempesta
talora il porta senza nocumento.
Ma raro è con ragion l'amor di questa
verso gli umani, e come a lei piace
gli dà ioconda vita o ver molesta;
né alcun se fidi in sua amicizia o pace,
ché abita l'amicizia in cor costante,
e ella è vana, instabile e fallace
e proprio fa qual picciolino infante,
che mille volte il giorno ama e desama,
facendo pace e guerra in uno istante.
Così stando a veder con molta brama,
ecco che in orïente ormai gionta era
la notte che di stelle il ciel recama
e a gli animali con sua banda nera
velava gli occhi, tal che cosa alcuna
non glie appareva in la sua forma vera.
Cedeva il sole a la fulgente luna,
né sazio stanchi di mirare ancora
eramo l'alte imprese di Fortuna,
ma cessar sol ne fece la tarda ora.