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Il sol ch'è vita d'ogni mortal vita
e dil mondo calor e luce vera,
mostrava già la facia sua espedita
e apparea in oriente sì sincera,
che pur non l'ocupava un nuvoletto,
dal ciel scaciando l'umida ombra e nera,
e refulgeva il suo divino aspetto
sì chiaro, come alor che a prender scese
di la sua amata Climinè diletto.
Già i miseri mortali a le sue imprese
restituiva col suo sacro lume
con menti de diversi desii accese,
quando dal sonno sciolti e da le piume
levati noi, a l'eccellente loco
ne recondusse il nostro fatal nume,
e retornassem a veder il gioco
qual fa Fortuna di la stirpe umana
e quanto il favor suo suol durar poco.
D'ogni region dil mondo ben che strana
gli era come ho già detto intorno a basso,
ché per fin lì la strada era assai piana,
ma gionti poi a quel tanto erto sasso
con gran periglio a pena se poteva
in longo tempo s– salir un passo;
pur secundo la guida che toglieva,
alcun di lor tanto montar men tardo
e con minor pericol se vedeva.
Mentre ch'ognun di noi facea riguardo
a quella gente, ecco uno a l'improviso
videmo ascender s– molto gagliardo,
e una matrona gli ridea nel viso
qual parea tutta dil suo amor accesa,
facendogli favor col grato riso
e l'aiutava a quella ardua ascesa
sporgendogli la man salir sì leve
che andar per piano ad altri assai più pesa.
– A quel che da colei favor receve –,
disse la diva nostra, – o amici, ancora
inimica mortal saragli in breve:
farallo prima in poco spazio d'ora
trionfar nel gran pallagio che vedete,
poi con furor sarà scacciato fuora;
e se saper chi sia costui volete,
che per esser da voi assai lontano
(so che vi è noto) e or nol cognoscete,
dil populoso, ricco e bel Milano
gubernator fia prima, e in dosso il manto
e il ducal scettro gli vedrete in mano:
questo è quel Ludovico Sforza tanto
da questa amato e molto favorito,
ma cangiarasse quel favor in pianto.
Un numero potrei dirvi infinito
de i delusi da lei e ruinati,
ma il giorno pria che 'l dir saria finito:
Vitellio, Ottone e molti altri elevati
nel più felice e onorato seggio
di l'alta rocca da costei son stati,
poi gli ha trattati questa iniqua peggio
che quel che qui vedete, e parea pria
dargli sopra ciascuno il vanto e il preggio.
Però questo vi basti e esempio sia
a farvi ben di sua natura chiari
e cognoscer quanto è fallace e ria;
e a ciò ch'ognun di voi più a pieno impari
sue vanità fugir e soi inganni,
prendete questi occhiali al mondo rari
e poi mirate gli eccellenti scanni
e dil castello le fulgente mura,
e vedarete a che ogni uman s'affanni.
Apparerà ogni cosa in sua natura
a gli occhi vostri e di la prestigiosa
sarà la vostra vita almen secura.
Di l'alta stanza tanto luminosa,
poi che questi mei spechi avete avante,
la vera forma non vi sarà ascosa
e iudicar potrete da qui inante
s'el se debbe estimar cosa sì frale,
come fa il vulgo ceco e ignorante.
Questa di Fortuna è siede regale,
per questa adonque impararete il resto
quanto sia de aprezzare e quanto vale –.
Oh, miracol non mai simil a questo
veduto più, ch'ancor quando gli penso
tutto d'ammirazion confuso resto:
l'aurea rocca, il castel vago e immenso,
il fonte de ricchezza e la minera
il cui splendor vincea de gli occhi il senso,
(chi 'l crederà?) di terra e di fango era
e di fumo e di nebbia gli ornamenti,
e gli abitanti il capo avean di fiera:
pensa se a riguardar stavamo intenti!