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By Anton Francesco Grazzini

Da te mi parto e vommene in oblio

per balze e macchie incognite e nascose,

o santa poesia, ché tra rabbiose

fiere non vo' più star, né viver io.

Addio, Febo, addio, Muse, addio, addio:

addio, voi rime, voi versi e voi prose

petrarchesche, burlesche ed amorose,

restate in pace e fatevi con Dio;

poi ch'oggi giorno alle vostre cagioni,

com'io fussi Longin, o Giuda, o Gano,

son minacciato di mille prigioni.

Non ci aria pazienza san Bastiano,

ben ch'egli stesse forte a quei freccioni:

quest'è tormento maggiore e più strano.

Così stando lontano

dal mondo traditor, che m'ha schernito,

in qualche selva mi farò romito;

e con sì stran partito

farò sicuro e libero in eterno

dai birri il corpo, e l'alma dall'inferno.