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Spirto felice, che la fragil barca
che 'n questo mar da sì terribili onde
fu combattuta, con l'aure seconde
al porto condutto hai d'ogni ben carca,
e ora da l'eterno alto monarca
prendi d'oliva la tranquilla fronde,
prima che tra gli scogli il legno affonde
chi, te seguendo, il mar turbato varca.
Prega 'l signore del celeste regno
che lei consoli, e via piana e tranquilla
le mostri in questo orribile viaggio.
Sì che sicura d'ogni grave oltraggio,
senza Borea temer, Cariddi e Silla,
drizzi a buon porto il travagliato legno.