269

By Alessandro Sforza

Ben mille volte el dì me assale Amore

E contra me sì forte armato vene

Che tremando s'accordan le mie vene

Dargli il tributo che conviensi al core.

E spesso fo come huom che vive e more,

Incerto di suo stato e non di pene,

Che pensa, lacrimando fuor di spene,

Di prender morte per minor dolore;

Né valmi homai di più chiamar mercede

Né di già mai sperar del mio pentire,

Sì crudo è Amor, sì dolce è il mio tormento.

E quel che più m'accora è che Amor vede

Che longa guerra non si può soffrire

Dal disarmato cor pien di pavento.